lunedì, 29 giugno 2009,14:47
Sull'11 di ritorno da Livorno. Della città rossa  ho visto solo la periferia che somiglia tremendamente a quella sabauda.
Autobus strapieno, salgono tre uomini-ragazzi età indefinita ma passato da tossicodipendenti rimasto attaccato ai visi scarni e ai pochi denti. Li osservi pensando che da un momento all'altro sventoleranno come bandiere su chi è seduto, chiedendo invano 1 euro per un presunto biglietto. E invece no.

Cominciano a parlare della Tarsu, la tassa sulla spazzatura. Uno afferma che la zia che ha una seconda casa e ci va solo due giorni all'anno paga uno sproposito. E così di discorso in discorso si finisce a parlare della tassa di successione, di come a volte se eriditi poco, sono più le spese per le pratiche che non l'eredità in sè. E invece con i giochi delle tre carte chi ha la vera ricchezza risulta sempre un nullatenente che paga meno degli altri.

E così la lezione di economia democratica l'apprendiamo sull'autobus 11, quello della periferia dimenticata, pieno di mille volti, colori e lingue. Chissà perchè l'evidenza della disuguaglianza si parcheggia stancamente al capolinea.


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martedì, 07 ottobre 2008,16:21
Sabato sera mi hanno raccontato di una novità dell'autobus 11:
SALE L'ESERCITO E TI CHIEDE I DOCUMENTI.
E vai, anche qui nella sabauda capitale è arrivato l'esercito del decreto sicurezza; diciamoci la verità: bisogna cominciare ad avere paura.

L'autobus 11 collega la periferia nord al centro: da Venaria a Torino in un tempo eccessivo, attraversando ben due zone calde: Via Stradella-Stazione Dora e Porta Palazzo.
L'altra sera salgono membri dell'esercito o presunti tali (avevano il basco) e (senza chiedere per favore, sottolinea un signore) chiedono i documenti.

E' la prima volta che sento parlare dell'esercito a Torino. Avevo incontrato i militari a Milano all'ingresso in Duomo che controllano le borse alle nonnine come all'aeroporto. Sorvegliavano anche l'ingresso laterale.
Questa dell'autobus è una novità e non è che mi rassicuri. Non mi sento meglio con l'esercito in strada. Per niente. Il saggio straniero dice che quando la gente comincerà a scendere in strada loro saranno lì bell e che pronti ad aspettarla.




Questo testo è un intento di far conoscere ai cittadini immigrati, ma non solo, cosa la polizia può fare e cosa non può fare affinché si possano denunciare gli eventuali abusi. Il testo è stato prodotto grazie al lavoro degli avvocati di “Supporto legale contro il razzismo". L’associazione Arci Todo Cambia ha contribuito alla sua realizzazione.


CONTROLLO DOCUMENTI E IDENTIFICAZIONE

In generale, gli ufficiali-agenti di polizia (polizia di stato, carabinieri e altri corpi appartenenti all’esercito, polizia municipale ma solo se hanno la qualifica di agente di polizia di sicurezza) possono costringerti a seguirli nei propri uffici se rifiuti dichiarare le tue generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita) o mostrare un documento d’identità. Questo viene chiamato fermo di identificazione.

Possono portarti in questura anche quando ci sono indizi sufficienti per ritenere che le generalità che hai dato o i tuoi documenti siano falsi (art. 11, d.l. 21.3.1978 n. 59)

Puoi essere trattenuto (cioè fermato) in questura, commissariato, comando o caserma per essere identificato anche attraverso rilievi segnaletici (fotografie e impronte digitali), per un massimo di 24 ore, ma di regola sono 12 ore (art. 4 tulps).

Per identificarti possono prendere le tue impronte digitali anche senza la tua autorizzazione. Non possono prendere capelli o saliva senza la tua autorizzazione, eccetto nel caso in cui lo autorizzi un giudice. Anche se ti accusano di uno di questi reati ti devono rilasciare, al massimo, dopo 24 ore. Se ti fermano o ti arrestano hai diritto ad un avvocato di fiducia.

Se sei cittadino italiano o comunitario, e rifiuti dire le tue generalità (nome, cognome, ecc.) puoi essere arrestato fino a 1 mese (art. 651 c.p.). Invece se non fai vedere i documenti puoi essere arrestato fino a due mesi (art. 294 reg .att. tulps e art. 221 tulps).

Se sei cittadino extracomunitario e non fai vedere i documenti (passaporto-permesso), senza un valido motivo, ad agenti-ufficiali di polizia quando te lo chiedono puoi essere arrestato fino a 6 mesi;

Dopo l’entrata in vigore del Pacchetto sicurezza sono peggiorate le condanne nel caso in cui si dichiara una falsa identità: se dichiari (a voce o per iscritto) false generalità a un pubblico ufficiale puoi essere recluso da uno fino a un massimo di sei anni (artt. 495 e 496 c.p.) ed è stata anche introdotta l’aggravante di clandestinità. Questo significa che la sanzione prevista per il reato che hai commesso può aumentare solo per il fatto che non hai il permesso di soggiorno (art. 61, n. 11 bis c.p.).

Ti possono accusare del reato di resistenza anche se usi violenza o minaccia nei confronti di un incaricato di pubblico servizio o di dipendenti di istituti di vigilanza privata (guardie private) in servizio presso stazioni dei treni, metropolitana e sugli autobus perché sono considerati ausiliari di pubblica sicurezza.

 


CONSIGLI PRATICI

Se ti ferma un agente di polizia/carabiniere:

Per i reati che abbiamo citato prima la polizia non ti può arrestare (Art. 384 c.p.p.), possono solo portarti in questura o in commissariato per identificarti. Se chi ti controlla è un agente in borghese deve prima identificarsi (generalità, numero di matricola, corpo di appartenenza) e mostrare il tesserino di riconoscimento; se non lo fa, non sei tenuto a seguire i suoi ordini.

Negli uffici di polizia e in generale quando ti fermano è sempre consigliabile chiedere il tesserino di identificazione, segnare la targa della macchina, scrivere il nome dei poliziotti che ti interrogano o fanno il verbale e chiedere sempre una copia di quello che ti fanno firmare; queste cose servono per denunciare eventuali irregolarità e/o prepotenze.


Se ti ferma un militare appartenente all'esercito

I militari attualmente in servizio nelle città hanno lo status di agente di pubblica sicurezza ma non possono svolgere funzioni di polizia giudiziaria. Questo significa che, come polizia e carabinieri, possono:

  1. chiederti generalità e documenti di identità

  2. portarti in questura per procedere all’identificazione (fermo di identificazione)

  3. possono perquisirti e perquisire la tua auto ma SOLO in alcune condizioni:

    1. in caso di eccezionale urgenza che non consentono l’intervento del giudice;

    2. se devono verificare l’eventuale presenza di armi o esplosivi quando l’atteggiamento della persona non è giustificabile.

Al di fuori di questi casi NON POSSONO perquisirti e le perquisizioni non sono legali. E comunque deve essere sempre fatto un verbale e ti devono dare una copia. (art. 4 L. 22 maggio 1975, n. 152)

 

Se ti ferma un agente della polizia municipale (ex vigili urbani)

Gli agenti di polizia municipale sono pubblici ufficiali e possono essere (ma non sempre) anche agenti ausiliari di pubblica sicurezza e svolgere funzioni di polizia giudiziaria o polizia amministrativa. Possono quindi fermarti e portarti in questura, commissariato, comando per identificarti. Se non hanno funzioni di polizia giudiziaria NON possono:

- obbligarti a fare dichiarazioni od obbligarti con la forza ad altro;

- accompagnarti con la forza negli uffici di polizia giudiziaria

- ispezionare nella tua casa, roulotte, tenda o all’interno della macchina salvo che la legge lo autorizzi espressamente (art. 13, ult. Comma)

Se sugli autobus ti ferma un controllore

Il controllore è considerato un pubblico ufficiale (art. 357 c.p.). Cosa può fare:

- può chiederti le tue generalità (nome, cognome, ecc) e se ti rifiuti di dirle ti può accusare del reato art. 651 c.p. (arresto fino ad un mese, vedi sopra);

- può chiederti di mostrare i documenti SOLO nel caso in cui ti deve fare la multa e il verbale. Se non mostri i documenti può fermarti e chiamare la polizia per procedere alla tua identificazione. Quindi è sempre meglio avere il biglietto.

- ricordati che non è un agente di polizia anche se a volte si comporta come i poliziotti. Se ti accusa di un reato, deve andare a fare la denuncia come un normale cittadino. A parte il caso in cui non mostri i documenti e deve farti la multa (v. sopra), non può usare la forza o altri mezzi per obbligarti a far qualcosa, non ti può fare una espulsione, non ti può fermare per consegnarti alla polizia affinché questa proceda all’espulsione.

Riguardo ai casi di rastrellamento sugli autobus, cioè quando i controllori salgono sull’autobus insieme alla polizia o ai vigili, è bene sapere che queste azioni possono essere denunciate all’autorità giudiziaria nel caso in cui controllori e polizia chiedano biglietti e documenti in particolare agli stranieri, quindi fanno un controllo basato sulla provenienza etnica o nazionale. In questo caso può essere una azione discriminatoria. E’ perciò importante:

- documentare quello che succede (foto, video). Se ci sono furgoni della polizia documentare quante e quali sono le persone che vengono fatte scendere dal autobus e portate sulle camionette della polizia; prendere il numero di targa;

- reperire sul posto persone disposte a testimoniare, sia i cittadini stranieri che subiscono questi rastrellamenti sia i cittadini italiani presenti sui mezzi;

- identificare a che corpo appartengono gli agenti (polizia di stato, carabinieri, polizia municipale/vigili) che fanno queste operazioni;

- le persone straniere portate sui furgoni della polizia hanno l’obbligo di mostrare passaporto/permesso di soggiorno, eccetto nel caso di giustificato motivo (smarrimento, furto, sottrazione, permesso temporaneamente trattenuto da altri, ecc.); la polizia può portare lo straniero in questura in caso di dubbio sulla identità; il dubbio non può essere comunque basato solo sull’origine etnica/ nazionale. E’ quindi consigliabile chiedere subito conto del motivo del controllo e del perché la persona viene portata in questura.

 

 

 

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martedì, 09 settembre 2008,10:24
Stamattina su Corso Moncalieri c'è la solita cara vecchia fila di auto..oddioo è finita l'estate. Sono tornati i lavavetri e i distibutori di giornali gratuiti, stamattina ho incrociato il mio capo al quadrato, non ho dormito tutta la notte perchè vedevo le ombre e avevo la cervicale come gli anziani.

Così mi sono messa in coda per tornare a casa a dormire (che non è come farla quando ti sei svegliato).
Ho letto il catalogo dell'Ikea e ripensato al bel libro che ho finito stamattina alle quattro in preda all'insonnia. Ho pensato alle cose da fare stamattina, domani e dopodomani fino a sabato mattina.

Poi una piccola, minuscola soddisfazione, la democraticità della fila in macchina con doppia striscia continua: accanto a me a passo d'uomo una Ferrari nera nuova di zecca che piano piano cerca di arrivare all'incrocio per Corso Vittorio.

Questa settimana è già la seconda. L'altro giorno il mio capo al cubo è arrivato con la sua 40milaeuro di macchina e ha detto alla banda dei sei: "Guardate bambini, guardate cosa ha fatto la grandine".
Una groviera aggiungerei io.
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martedì, 15 maggio 2007,02:17

Strette sardine viaggiano in pieno giorno sugli autobus. Se stai più vicino senti cosa mangiano o bevono o fumano gli ultimi strati della popolazione ittica. Stretti stamattina i teneri adolescenti, occhi negli occhi.. ma lo sapranno di amarsi un poco?Strette le nonne alle loro borse della spesa così ingombranti ma piene di nulla, se non di rancore per chi non si alza a cedere il posto.Stretti gli immigrati a biglietti consunti che danno quasi il diritto di essere sardine come gli altri.

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