Sabato pomeriggio il cielo su Torino non promette nulla di buono.
Alla festa dell'Anpi a Venaria l'atmosfera è quella dell'attesa..pioverà, non pioverà, arriverà gente...c'è il bar, il ristorante, il banchetto di Emergency, del Comitato 18 giugno, Libera, Amnesty. Tutti organizzati, tranne noi che recuperiamo due tavoli e ci aggiustiamo.
Nel pomeriggio cantano vari gruppi, voci più o meno originali, in un momento in cui pare ci sia grandeee crisi anche nella discografia...Viene presentato un libro scritto tra le mura di Porta Palazzo, poi arriva la gente, gli amici deglia amici degli amici.
La festa si fa allegra, il tempo migliora. Fuori sventola il tricolore e forse un po' più spesso dovremmo pensare ai partigiani, a tutelare il loro ricordo e sacrificio, difendendo la Costituzione che ci hanno lasciato.
La scuola elementare che ho frequentato si chiama "Ferruccio Parri", abito in una via dedicata a un giovane partigiano. Bisognerebbe fare in modo che non rimangano solo nomi su una targa scolorita dal sole.
C'è stato un tempo in cui la bandiera del mio paese non aveva alcun significato per me. Non è che vada fiera di essere italiana, spesso o sempre mi vergogno dei miei connazionali che così sguaiatamente si fanno trovare in ogni angolo di mondo. E forse quella bandiera che sventolava sabato sera non voleva rivendicare un'appartenenza territoriale, ma una fratellanza che sta scomparendo insieme a diritti e doveri così duramente seminati.
Passato nella piazza meno adatta ad un comizio dove l'Anpi fa la staffetta con i giovani emigranti di Rifondazione.
Passato a pensare che per alcuni il rancore è più forte dell'amore.
Passato in piazza Castello con l'accento romano di Cristicchi e la depressa melodia degli Afterhours.
Passato a firmare affinchè Rifondazione presenti i candidati in Provincia e fatto questo solo per solidarietà verso i miei ex compagni.
Passato ad addentare il solito kebab di via Po.
Passato a guardare vetrine troppo care della Torino bene. Pensato a quella scritta tirare le pietre e non la cinghia.
Passato accanto a coppie con bambini che ballano al suono degli Gnu Quartet.
Passato a vedere sulle lapidi dei partigiani i garofani freschi che oggi la pioggia tormenta senza sosta.
Passato ad ascoltare il sindaco che spiega perchè i negozi sono aperti.
Passato ad ascoltare lettere dei condannati a morte lette dai ragazzi dei licei torinesi.
Passato a scrutare migliaia di scarpe che mi sono passate vicino.
Passato a pensare che l'alcol è nemico del disagio. E io sono nemica del disagio egocentrico.
Passato a cantare Bella Ciao.
Passato questo 25 aprile pensando a te, compagno.
Ti vedo sempre camminare con Ernesto ciondolando in quella maniera strascinata. Ti sento parlare con l'accento mai cambiato dalla terra sabauda. Stai lì vicino al circolo, sigaretta in bocca e poche parole. Ma per i giovani sempre presente.
Ska P valgono la pena. Cantano e suonano una musica energica, ribelle che parla alla pancia e al cuore.
Le canzoni sono tutte politicizzate, raccontano delle nefandezze che ci circondano, che si possono affrontare a viso aperto, chiamando le cose con il loro nome, denunciando fatti vergognosi e l'omertà nascosta sotto i tappeti sporchi dei potenti..
E così si passa dalla canzone contro gli interessi dei partiti, a quelle per Carlo Giuliani e il ragazzo greco ucciso dalla polizia..la vergogna della corrida spagnola, le omertà del vaticano, la nuova forza dell'america latina, i bambini soldato, l'intifada palestinese, la cultura della fratellanza tra popoli diversi, i diritti umani e la pena di morte, l'antifascismo e l'orgoglio operaio.
Purtroppo bisogna andare ai concerti per ascoltare queste parole che ormai sono cadute in disuso..
A parte questa magrissima consolazione e quel tanto di sfiducia nella politica di casa nostra ..
...Ska P de puta madre!!
Sono stata a vedere Luttazzi a teatro.
Lo spettacolo si chiama Decameron due ore abbondanti di sesso (abbastanza), politica (molta), religione (assai ), morte (il minimo indispensabile).
Non c'è bisogno di ricordare che fu censurato da La7 per una battuta su Ferrara definita offensiva (ripresa tra l'altro dal comico americano Bill Hicks). Purtroppo (chissà perchè) non si trova nessun video dello spettacolo su internet..sarà perchè anche Luttazzi ha la pessima abitudine di mangiare.
Il vero verdadero motivo della censura fu l'attacco alla religione, l'unico vero pilastro di questo Paese. Ciò che tutto condiziona, che dice come vivere, chi amare, cosa mangiare e persino come morire.
Luttazzi snocciola dati e fatti scarnificando la realtà italiana. Fa ridere. Ma dopo un po' ti chiedi: " come è possibile che stiano qui mille persone ascoltando queste cose e stiano sedute?? senza fare niente? Non dovremmo uscire e pensare di assaltare qualcosa???
La tristezza totale è che non è rimasto più niente, niente che faccia da collante tra la gente di sinistra.
Tocca aspettare gli spettacoli a teatro di Luttazzi, Guzzanti, qualche concerto alla Ska-P o Rage.
Godiamo del nostro essere minoranza, pensiamo di essere superiori agli altri e di aver capito tutto noi gente di sinistra. Poi come i ratti la sera usciamo e pagando ascoltiamo quello che un comico ci dice della nostra vita e del Paese in cui viviamo, ridendo di chi ci governa e battendo le mani perchè dice "Vaffanculo" a chi paragona i partigiani ai ragazzi di Salò.
Torniamo a casa sollevati e guardando il poster del Che ci rassicuriamo: "Io sì, che sono comunista."
Sono arrivata a Genova il giorno dopo l'assassinio di Carlo. Per il corteo di sabato.
Certo, l'idea che fosse morto uno di noi, un ragazzo come noi ci spaventava.
Ma era un dovere esserci, almeno così lo sentivo io.
Io dovevo esserci e prima di tutto lo dovevo a Carlo.
Siamo partiti con il pulman da Torino, con i compagni di Rifondazione.
Ricordo la tensione del viaggio ma nello stesso tempo la forza che si sentiva, che scorreva tra noi.
Andavamo dalla parte giusta quel giorno e ne eravamo fieri.
Ci ha salvato dalle botte l'essere vicini ad un punto di fuga al momento della carica:
abbiamo preso delle scale e non abbiamo fatto altro che salire e salire con la gente dai balconi che ci diceva dove andare.
Ricordo mia madre al telefono che mi diceva che in televisione sembrava una guerra, il ronzio costante degli elicotteri sulla nostra testa, la paura dei lacrimogeni e la devastazione totale quando siamo scesi di nuovo verso la città.
Sono stata fortunata, non ho preso le botte. Non mi hanno sfasciato la testa a calci, non sono stata torturata dentro la caserma Bolzaneto, nè sono uscita dalla Diaz con la milza spappolata o con la faccia fracassata.
Sono uscita indenne da Genova 2001, perchè sono scappata.
Molte situazioni sono cambiate da allora.
Non ho mai più provato quell'orgoglio, quella forza.
L'ho persa quel giorno, insieme alla fiducia nel mio Paese, nelle sue istituzioni, negli uomini delle forze dell'ordine.
L'ho persa nel tempo, quando il partito nel quale credevo si è mostrato il più squallido dei manipolatori, quando i compagni con cui scappavo quel giorno hanno preso altre strade, alcuni delusi come me altri più squallidamente in cerca di un posto al sole.
Quel giorno abbiamo perso i nostri diritti fondamentali, sono stati calpestati da chi ci dice
"non importa quanti siete, noi picchiamo più duro e soprattutto resteremo impuniti,
resteremo al nostro posto per ricordarti che tu non conti niente, che tu sei solo uno dei tanti,
che ti possiamo prendere in strada e picchiarti fino a farti morire, o possiamo sparararti mentre sei disarmato, possiamo torturarti al buio, farti pisciare addosso, farti mangiare il vomito, gridarti che sei una puttana, strapparti i piercing, prenderti di sorpresa mentre dormi e sbatterti la testa al muro fino a farti uscire il cervello, possiamo essere ripresi mentre ti prendiamo a calci in faccia fino a farti esplodere un occhio,
possiamo tutto con il casco che copre la nostra identità, con la politica che copre i nostri nomi, con la giustizia che caga addosso ai vostri ideali di uguaglianza ed emette una scandalosa sentenza:
nessuno pagherà per questo."
Vergogna! A chi tace sapendo la verità
Vergogna! A chi non muove niente sperando che passi in fretta il tempo
Vergogna! A chi non si indigna per una sentenza che assolve i colpevoli del massacro alla Diaz
Vergogna! A chi vestito da giustiziere ha tradito il popolo e servito il padrone.
Sin da bambina mi hanno inculcato alcune leggi “sacre”: non si firma senza leggere, non si sale in piedi sulla sedia, non bisogna perdere il biglietto dell'autostrada, non ci si asciuga i capelli a piedi scalzi, non si compra mai niente a scatola chiusa.
Chissà se il responsabile dell'ufficio stampa di Berlusconi ha imparato queste piccole perle di saggezza da bambino. Probabilmente no perché non si spiegherebbe come mai da giorni ci bombardano con l'articolo del Newsweek sui miracolosi 100 giorni del governo di Berlusconi.
Ci vogliono far credere che il Newsweek canta le lodi del miracolo italiano: 100 giorni di lavoro e gloria, efficenza, efficacia, concretezza..via l'immondizia, avanti con la sicurezza ecc..
Allora diamo a Cesare quel che è di Cesare, diamo al nostro showman di punta la sua giusta dose di applausi.
Dall'estero ti celebrano Silvio, è giusto che tutti lo sappiano:
Stamattina Torino è semideserta, domani l'è San Giuan (ma si scrive parei??) e complice lo sciopero di venerdi degli autobus (ma guarda..) i torinesi si fanno un bel ponte con il Solleone. Così gli sfigati che lavorano almeno non impiegano un'ora per attraversare la città..
Stamattina i ragazzi sono andati al Campus senza storie, senza sembrare degli scappati di casa e senza farmi sgolare come Maria Callas.
Stamattina ho comprato il pane dal fornaio, con l'odore che mi ricorda il forno di Angelino a Castrofilippo e il nonno e quel gioco buffo pesca la rana.
Sono arrivata a casa e ho letto questo articolo, che mi ha fatto ridere di gusto perchè almeno questo ancora me lo concedo di ridere di questa disastrosa sinistra..domani forse ci sarà traffico, soffocherò il nierto perchè non si alza e penserò che questo Paese non mi merita.
A tutti i compagni della sinistra. Direttive per il grande corteo d’autunno di lotta e protesta indetto dal Partito Democratico contro il governo Berlusconi. Attenersi alle disposizioni. Per dubbi e domande, rivolgersi al funzionario di zona. Non cedere alle provocazioni. Ingoiare questo articolo subito dopo la lettura.
Compagni del nord-est. Comporsi ordinatamente in corteo alle spalle della delegazione regionale capeggiata dal compagno Calearo. Evitare atteggiamenti minoritari e slogan improvvisati, evitare abbigliamento troppo casual o trasandato: è possibile che il corteo venga invitato a un’assemblea di Confindustria. Non facciamo figuracce.
Precari. Le forze produttive sottopagate o ricattate dal capitale si comporranno ordinatamente dietro lo striscione della componente Giavazzi. Visto che hanno molto tempo libero tra un contrattino e l’altro, si consiglia attenta lettura dei fondi del Corriere da cui ricavare gli slogan di riferimento (licenziare meno/licenziare tutti). Lo striscione con l’enorme scritta “Il liberismo è di sinistra” si collocherà immediatamente dopo lo striscione di apertura del corteo.
Metalmeccanici. Tutti dietro lo striscione della componente Colaninno. Evitare inutili slogan sul contratto che risulterebbero controproducenti, sottolineare il ruolo degli imprenditori illuminati.
Anziani e pensionati. Non dimenticare l’acqua minerale. Esibendo la social card del governo, i panini verranno scontati del dieci per cento.
Caduti sul lavoro. Questa componente del corteo sarà numerosa ma, per forza di cose, immobile. Sarà aperta dal grande striscione “Industrie Marcegaglia”, a sottolineare la sensibilità della classe imprenditoriale e il suo attivo contributo agli incidenti sul lavoro.
Comizio finale. Sul palco interverranno i maggiori esponenti del partito, a sottolineare la vivace democrazia interna. Aprirà Veltroni, poi interverrà Walter, e concluderà il comizio il compagno Walter Veltroni. Al termine, defluire ordinatamente.
Se la matematica non è un'opinione (e non lo è), cinque contro uno = vigliaccheria. Se le parole hanno un significato preciso (e lo hanno) Veneto Fronte Skinheads = fascismo.
Cinque fascisti hanno ammazzato di botte NICOLA TOMMASOLI perchè era diverso da loro.
Le solite facce per bene, la solita gente per bene, la solita città perbene. Adesso cercheranno perbene di tirarsene fuori. Intanto considerando che nel Belpaese si porta di nuovo il Fascio con disinvoltura, cercheranno di convincerci che l'hanno picchiato perchè non ha dato loro una sigaretta..o perchè tra ragazzi..o perchè con tutti questi stranieri al giorno d'oggi...
Usciranno entro breve tempo perchè nel Pese del Pesce Piccolo va in galera solo chi vende ancora i cd masterizzati.
Spetta a noi fare in modo che non venga usata l'etichetta futili motivi. Questa è politica signori.
Se ci hai creduto davvero, adesso non ti resta che grattarti la testa e spulciare semi di girasole.
C'era una volta un collettivo di giovani che ci credeva, alle feste di Partito, ai cortei dei lavoratori, alle manifestazioni studentesche, a Nizza, a Genova, a Bussoleno.
Io ci ho creduto e in parte ci credo ancora ma poi in un piccolo paese della provincia sabauda ho visto con i miei occhi che ci sono tanti culi e poche sedie, e ci ho creduto un po' meno.
Allora mi sono ritirata perchè poi se chiudi un occhio in nome del bene comune diventi complice di chi si spinge per accaparrarsi quattro briciole.
Qualcuno la briciola se l'è accaparrata e adesso siede sulla sedia della presidenza del Consiglio Comunale, per cinque anni che piova o ci sia il sole sul Comune, lui mangia la sua mollichina.
Intanto non c'è più nessuno, nè sotto a lavorare nella massa, nè sopra a guidare la massa.
Stai solo Pollicizzo con le tue briciole e mentre ti affanni in questi giorni per non affondare con tutta la barca arcobaleno, io sto qui seduta sulla riva ad aspettare.
Nel giugno che doveva essere il più caldo del secolo se non avesse piovuto ogni giorno, nel mese della ribellione di una giornalista all'ennesima notizia da pettegolezzo pomeridiano, nel periodo più basso della politica italiana che continua il suo viaggio di allontanamento dalla vita reale, nel momento in cui la novità della sinistra italiana è l'ennesima faccia da "me pento e me dolgo de ser stato definito un comunista..."
In questo mese che segna l'arrivo della bella stagione...con il caldo estivo vengono fuori gli scarafaggi ...e se per qualcuno è una sorpresa, un evento improvviso a cui non riesca a dare una spiegazione...
Dal blog della Banda Bassotti..
VILLA ADA – 28 GIUGNO 2007
Tutti i TG nazionali, tutti i quotidiani, un approfondimento con tanto di esperti (di che poi?) su Rai Tre, continue richieste di interviste, dichiarazioni congiunte e concordanti del sindaco Veltroni e del fascista Alemanno….. L’aggressione dei fascisti a villa Ada il 28 notte dopo il nostro concerto deve aver colpito l’immaginazione di molti… si rispolverano termini come “Apologia di Fascismo” (reato in teoria) e si evocano gli spettri della violenza degli opposti estremismi… Già, opposti… Come fascismo e antifascismo, come reato e principio costituzionale. In ogni modo, bisogna interrogarci su quale sia la novità che tanto inquieta in questa arsura estiva.. I fascisti ci sono sempre stati; hanno negozi, sezioni, siti web e addirittura centri sociali (vero Sindaco?) dove si vende e si distribuisce materiale razzista, revisionista e negazionista… Si presentano alle elezioni insieme a quello che viene chiamato “centro-destra”… le loro bandiere sventolavano anche sotto il palco del Family Day, vanno in televisione, e nelle curve degli stadi… non vediamo realmente dove sia la novità in tutto questo…e perché questi uomini illustri, oggi solo si sorprendano che ci siano dei fascisti, degli xenofobi e intolleranti e si sorprendano anche che vengano ad aggredire un concerto della Banda Bassotti. Noi non siamo affatto sorpresi… in 16 anni di tours hanno provato molte altre volte ad aggredirci…ci vengono in mente Bolzano, Milano, Bergamo, Madrid, Bilbao e anche a Roma un anno fa per dirne qualcuna… ed erano sempre fascisti.. strano eh? I fascisti aggrediscono con i coltelli, quasi sempre feriscono, a volte uccidono e spesso non vengono presi… Provate a contare le decine di episodi denunciati solo nell’ultimo anno… La notte di giovedì la polizia era assente e quando è arrivata non è entrata nella villa perché male equipaggiata ed ha concesso quindi agli aggressori 10 minuti buoni in più di autonomia. In attesa che arrivassero i rinforzi, chiaramente non hanno fermato neanche uno degli aggressori… La polizia era però presente nel pomeriggio per verbalizzare una querela contro uno di noi accusato di ingiurie, ossia di “aver detto parolacce” al figlio di un loro funzionario per un motivo surreale… La polizia era presente anche per arrestare chi si voleva autodifendere (chissà perché) dai fascisti. I feriti sono molti di più di quelli che dicono i giornali che peraltro come al solito non hanno fatto che travisare ed inventare di sana pianta nostre dichiarazioni …ma questo è ciò che spesso succede… per noi neanche questa è una novità….. Chissà quante teorie nei prossimi giorni; “indignazione”… “pugno di ferro”, “legalità”… sociologi invitati a dibattiti e uomini illustri che si riempiranno la bocca di tante belle parole e di antitodi sicuri da adoperare… Scusateci tanto… noi non ce la facciamo a stupirci. L’unica cosa reale sono questi ennesimi nostri feriti, sono questi nostri ennesimi denunciati perché colpevoli di essersi difesi… ed è a loro che va la nostra solidarietà e il nostro affetto
A questa gente che che paga con noi la realtà di vivere in un Paese in cui il fascismo è un’opinione come le altre o al massimo un estremismo pari a quello di chi ha liberato questa nazione offrendo in cambio il proprio sangue, la propria gioventù, la propria vita. Noi andiamo avanti per la nostra strada; conosciamo il nostro mondo e non possiamo viverlo saltuariamente.