Sull'11 di ritorno da Livorno. Della città rossa ho visto solo la periferia che somiglia tremendamente a quella sabauda.
Autobus strapieno, salgono tre uomini-ragazzi età indefinita ma passato da tossicodipendenti rimasto attaccato ai visi scarni e ai pochi denti. Li osservi pensando che da un momento all'altro sventoleranno come bandiere su chi è seduto, chiedendo invano 1 euro per un presunto biglietto. E invece no.
Cominciano a parlare della Tarsu, la tassa sulla spazzatura. Uno afferma che la zia che ha una seconda casa e ci va solo due giorni all'anno paga uno sproposito. E così di discorso in discorso si finisce a parlare della tassa di successione, di come a volte se eriditi poco, sono più le spese per le pratiche che non l'eredità in sè. E invece con i giochi delle tre carte chi ha la vera ricchezza risulta sempre un nullatenente che paga meno degli altri.
E così la lezione di economia democratica l'apprendiamo sull'autobus 11, quello della periferia dimenticata, pieno di mille volti, colori e lingue. Chissà perchè l'evidenza della disuguaglianza si parcheggia stancamente al capolinea.
Autobus strapieno, salgono tre uomini-ragazzi età indefinita ma passato da tossicodipendenti rimasto attaccato ai visi scarni e ai pochi denti. Li osservi pensando che da un momento all'altro sventoleranno come bandiere su chi è seduto, chiedendo invano 1 euro per un presunto biglietto. E invece no.
Cominciano a parlare della Tarsu, la tassa sulla spazzatura. Uno afferma che la zia che ha una seconda casa e ci va solo due giorni all'anno paga uno sproposito. E così di discorso in discorso si finisce a parlare della tassa di successione, di come a volte se eriditi poco, sono più le spese per le pratiche che non l'eredità in sè. E invece con i giochi delle tre carte chi ha la vera ricchezza risulta sempre un nullatenente che paga meno degli altri.
E così la lezione di economia democratica l'apprendiamo sull'autobus 11, quello della periferia dimenticata, pieno di mille volti, colori e lingue. Chissà perchè l'evidenza della disuguaglianza si parcheggia stancamente al capolinea.









