martedì, 30 settembre 2008,09:43
Anna Politkovskaja "Proibito Parlare"
Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin,
Premio Tiziano Terzani 2007.

"



"E' davvero strabiliante: viviamo in una società incredibilmente qualunquista. Tutto appare fiacco e svuotato dentro di noi, a parte quando si parla di soldi. E così il potere può fare tutto ciò che vuole."


 "Una linea politica umiliante e spietata, dura a morire, trova terreno fertile solo tra le fila ben nutrite dei menefreghisti."

"Così i bambini a Beslan si sono trovati in prima linea a difendere "l'integrità" dello Stato che ha venduto i suoi piccoli eroi senza alcuna pietà."

"Gridiamo solo quando ci toccano personalmente, ed è proprio questa la ragione per cui le autorità da noi si apettano sempre rassegnazione e ubbidienza. Nella stragrande maggioranza dei casi la macchina statale ci può contare."

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venerdì, 26 settembre 2008,18:05
Sono abbonata a Vanity Fair. E' un ottimo settimanale dal costo contenuto se l'abbonamento viene sottoscritto sotto le feste.
Mi piace perchè tratta un po' di tutto in maniera seria e faceta con bellissimi reportage, foto non troppo banali, interviste quasi sempre intelligenti e alcune firme vip che giudico accettabili (altre innominabili purtroppo).

In questo periodo i miei giornali arrivano alla Scema che come sempre ha troppo poco tempo per allungarmeli nella nuova dimora. L'altro giorno ne ho recuperati tre: uno ancora in versione slim, gli altri due belli corposi.

Mentre leggevo qualcosa non tornava, qualcosa di veramente fastidioso:

LE PUBBLICITA' CON PROTAGONISTI I BAMBINI.

Una roba indecente. Adesso le grandi firme di stilisti, dopo la donna, l'intimo e i gioielli cercano di colpire la fascia protetta. E chi non vorrebbe vedere il proprio figlio vestito come un piccolo Lord con i pantaloni alla zuava? E quale madre non vedrebbe volentieri la figlia indossare un dolce abitino bianco con delle deliziose scarpette con una D spenzolante dal cinturino?
Ho saputo che un cappotto per una bambina può costare trecento euro. Solo perchè ha una fantasia a quadrettoni che francamente trovo proprio brutta. Una roba da vecchi che neanche mia nonna.

Poi mentre sfogliavo le numerose pubblicità con questi bambini che non sono brutti neanche per sbaglio, ho pensato ai sei. Che vorrebbero le cose firmate. Che sono bruttini e malandati. Che gli devi comprare tutto perchè arrivano senza niente. Che sono visibilmente diversi e se vergognano perchè darebbero qualunque cosa per essere come gli altri. Che dividono tutto in sei: la televisione, il computer, la teglia di lasagne. Che devono aspettare i libri dalla scuola perchè il materiale o l'occorrente comincia a costare come mezzo stipendio.

Non era finita l'era del lusso? Non si stava sbandierando ai quattro venti un minimo di sobrietà visto la crisi in cui versa il paese?
Ormai i figli sono la risorsa su cui si continua a spendere all'inverosimile, per fargli fare mille corsi, per farli eccellere a scuola, perchè siano belli, competitivi e vendibili sul mercato, come modelli, veline o calciatori. E' la Fiera della Vanità, bellezza.



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lunedì, 22 settembre 2008,12:01
Sabato pomeriggio gita a Milano con i quattro (il nierto e camminolontano non ci sono).
Andiamo in macchina perchè in sei in treno ci pelano e quindi mi metto al volante incrociando le dita visto che sto per affrontare la famigerata Torino -Milano. Finalmente ha l'aria quasi di un'autostrada perchè c'è solo un tratto ridotto a una corsia  nessun tir che ti viene incontro contromano.

Naturalmente vorrei uscire a Famagosta ma non è segnalata al primo grande bivio e quindi esco a Milano centro e subito dopo Viale Certosa cerco un parcheggio: lo troviamo tra via Monte Ceneri e via Serra. Prendiamo l'autobus 14 e arriviamo dritti al Castello Sforzesco chiedendo a destra e manca perchè la volpe ha dimenticato la cartina in macchina.. La giornata è bella e c'è anche la sposa nipponica o cinese che si fa le foto..ma..quanti turisti!!!

Da li prendiamo la metro per correre verso il Duomo, ma la nuvola di Fantozzi colpisce ancora: oggi non si sale a vedere la Madunina.e daiiii allora ditelo!!!
Ci incamminiamo verso San Babila oltrepassando negozi, negozi e negozi..i ragazzi che sono squinternati ma mica scemi mi dicono: "A Milano per vivere ci vogliono un sacco di soldi". Eh già..incrociamo solo gente stra firmata, ragazzine con borse di Uitton e maschietti con pettinature orrende e scarpe ben peggiori..incontriamo persino la banda di Naruto ossia adolescenti vestiti come un cartone animato (me lo spiegano loro.. io mi sono feramata a Mimì).
Il top è una gelateria Dolce Vita (credo) in cui una commessa gentile ma lenta, triste e anoressica ci fa pagare due euro per delle micro coppette senza darci lo scontrino perchè toh la cassa è rotta...

Riprendiamo la metro e la banda commenta "Si si carina ma Torino è troppo meglio.." Sabato sera, coda di gente che va verso i Murazzi.noi saliamo verso casa e Turin dall'alto è tutto uno spettacolo. Non c'è la Madunina ma vuoi mettere!!??

La sera dopo siamo a cena fuori tra i fighetti dello sfashion cafè tutti e sei riuniti attorno alla tavola rotonda ballerina che si affaccia proprio sulla Piazza: la casa di Nietzsche, la Biblioteca Nazionale, i ragazzi con i giubbotti di jeans, gli alternativ con i pantaloni del pigiama. Certo accanto a noi due signorine bene mangiano educatamente la pizza.. e mentre il nierto grida a camminolontano "Vuoi una fetta di culo?" il gentile cameriere ci fa i complimenti per l'organizzazione nel chiedere otto pizze..

"Oh.. siamo squinternati ma mica scemi!!!"



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giovedì, 18 settembre 2008,15:10
Stavo a secco ieri pomeriggio quando sono andata a prendere il nierto a scuola. In Corso Giulio c'è un mega distributore di benzina sia self service che servito. Vicino alla pompa del servito c'era un ragazzino magrolino, emaciato che stava lì con l'aria più disagiata del mondo. Così mi sono fermata lì invece di andare al self. Ho speso due centesimi in più al litro, ma forse ho salvato un posto di lavoro..

Ho pensato a quante macchine stanno soffiando il posto anche a chi si sarà sentito intoccabile..vedi quelli che lavorano in banca, quelli degli sportelli autostradali, le cassiere (c'è la cassa amica che fai tutto tu). Tra poco le tintorie, i baristi, i tabaccai (adesso c'è anche il distributore di gratta e vinci): faremo tutto attraverso le macchine, il computer e i call center. Zero umanità. Zero costi.

Lo dicevo alla mia amica di sposare il becchino. L'unico mestiere che non conosce crisi.

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mercoledì, 17 settembre 2008,09:31
Sono una concorsista. Non di quelle assidue, però. Le assidue le riconosci perchè si conoscono tutte  "Ciaooo ma tu eri anche a quel concorso " "eh si, non è andato bene come vedi..sono ancora qui che provo".
Ogni tanto tento un concorso di quelli impossibili, come quello di ieri. Comune della provincia torinese, due posti per educatore asili nido, categoria c. Candidati 5oo circa..CINQUECENTO per due posti. Questo ci fa capire quanto siamo disperati. Alla prima prova presenti poco più della metà.

Ci fanno sedere nei banchi di una scuola media e ci spiegano di mettere il foglio con le domande dentro le busta perchè dopo di noi faranno la prova le altre persone.
Da brava polemicona quale sono chiedo "Faranno la stessa prova?" Risposta: "Si"
Al che nella mia testa già piena di mal di testa bussa un dubbio..sarà corretta questa roba??
Avanzo l'ipotesi che chi ha già fatto la prova potrebbe suggerire le risposte a quelli che seguono.
La risposta è la seguente: "A PARTE CHE SAREBBE CONTRO L'INTERESSE DI CHI SUGGERISCE .. IO HO FATTO MOLTI CONCORSI C'E' SEMPRE IL MODO DI COPIARE"
Poi ha aggiustato il tiro dicendo che l'affluenza era inaspettata (ma se il bando l'hanno chiuso l'8 agosto). Evindetemente non c'era neanche uno straccio di palestra..

Nessuno dei presenti continua la discussione e la prova comincia. Un rapido esame delle risposte e posso dire di non averlo passato. Va beh. All'uscita un'altra polemicona sostiene che anche la prassi di mettere una busta sigillata con il proprio nome dentro il bustone non è molto corretta perchè potrebbe essere presa e scambiata con un'altra.

Si sa che i concorsi sono truccati. Si sa che vincono i raccomandati. Si sa che qui è tutto un "mi manda Picone". Allora perchè l'ho provato studiando per tutta l'estate? Semplice!! Per poi dire un giorno:
"Ahhh che tempi, quando i concorsi erano truccati, il Presidente del Consiglio era pluricondannato, il Presidente del Senato un mafioso, il Presidente della Camera un fascista, in Parlamento non c'era neanche un comunista, la benzina costava 1,5 euro, il lavoro era precario e i mutui alle stelle. Che bei tempi di merda!!"


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lunedì, 15 settembre 2008,09:07
Stamattina mi aspetto che il telefono suoni e che dall'altra parte ci sia qualcuno che mi farà un mega cazziatone..Non mi sento pronta a questa eventualità. Ho fatto la notte e non ho dormito. Torino ribolle di auto impazzite perchè piove. Tempo impiegato per tornare a casa :un'ora. Piove e fa freddo.

Sono tutte ottime ragioni ma tra un'ora riceverò una sequela di improperi e così faccio qualcosa di terapeutico: affronto la realtà elencando possibili conseguenze. La cosa peggiore che mi può succedere è di perdere il lavoro. Questo sarebbe molto grave ma non ritengo possibile questa eventualità.

Sicuramente mi verrà fatta notare la gravità del mio sbaglio e le conseguenze che ha avuto. Mi cospargerò il capo di cenere e terrò per un po' le orecchie basse come il bassotto che ho visto stamattina a passeggio. Non potrò più parlare male della Donna di Gesso perchè anche io non so fare bene il mio lavoro.

La cosa tragica è che sono io la prima a sentirmi in colpa e quindi NON RIESCO A DORMIRE.. Non riuscirò a farlo finchè non chiamerò e saprò di che morte devo morire. Io nel frattempo mi sono già condannata, mi porto avanti con il lavoro, mi metto in croce pretendendo sempre il massimo. Tutta colpa di chi quando tornavo a casa con ottimo mi diceva: "hai fatto solo il tuo dovere".

Naturalmente non ne valeva la pena (di tornare a casa con l'ottimo).



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venerdì, 12 settembre 2008,15:49
Stamattina dopo la notte, ho fatto due ore di giardinaggio e baby sitteraggio (l'unica bambina che non vuole mettere le mani nella terra l'ho trovata io) e poi sono volata verso  la periferia per una riunione.

Ahh queste riunioni con psicologi, psichiatri, divinità del sociale...preferirei mille volte una notte con il Nierto con il braccio rotto..Arrivano sempre in ritardo ma si portano dietro la dizione perfetta, lo style e il wellness. Questi due sembravano usciti da un fotoromanzo: lui giacca e cravatta con l'infermiera schiava che gli porta la cartellina, lei Versace style e il dottoressa che precede il suo nome..CHE TRISTITA'.

Le loro agende sono pienissime, gli appuntamenti slittano quasi a Natale e le riunioni inutili...aprono la cartella, leggono quanto scritto, scrivono quello che dici e se vanno splendenti nel sole. E tu che ti raccogli la merda della quotidianità scollata dei figli degli psichiatrici. Così è la vita..una fottuta piramide.

Poi ho deciso di farmi un giro largo prima di tornare a casa, sono passata dalla campagna a respirare un po' di verde per non portarmi a casa il veleno di queste realtà demoralizzanti..

Che belle case in campagna, ville con il giardino, prato all'inglese, vetrate..e le cascine??Dove sono finite le mucche?? Non c'è neanche la campagna quando la cerchi, l'hanno buttata fuori dal fotoromanzo per far posto alle villette a schiera degli psicologi.



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martedì, 09 settembre 2008,10:24
Stamattina su Corso Moncalieri c'è la solita cara vecchia fila di auto..oddioo è finita l'estate. Sono tornati i lavavetri e i distibutori di giornali gratuiti, stamattina ho incrociato il mio capo al quadrato, non ho dormito tutta la notte perchè vedevo le ombre e avevo la cervicale come gli anziani.

Così mi sono messa in coda per tornare a casa a dormire (che non è come farla quando ti sei svegliato).
Ho letto il catalogo dell'Ikea e ripensato al bel libro che ho finito stamattina alle quattro in preda all'insonnia. Ho pensato alle cose da fare stamattina, domani e dopodomani fino a sabato mattina.

Poi una piccola, minuscola soddisfazione, la democraticità della fila in macchina con doppia striscia continua: accanto a me a passo d'uomo una Ferrari nera nuova di zecca che piano piano cerca di arrivare all'incrocio per Corso Vittorio.

Questa settimana è già la seconda. L'altro giorno il mio capo al cubo è arrivato con la sua 40milaeuro di macchina e ha detto alla banda dei sei: "Guardate bambini, guardate cosa ha fatto la grandine".
Una groviera aggiungerei io.
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martedì, 02 settembre 2008,09:13
Sono una fan dei telefilm in fase di disintossicazione..è cominciato tutto con Happy Days o forse con la famiglia Bradford (termometro perfetto per farti capire quanto sei vecchio rispetto ai tuoi compagni di qualche corso). Oggi resisto strenuamente all'onda travolgente di Lost, Brothers and Sisters e varie ed eventuali che stanno per inondare la stagione autunnale.
Solo al Dr. House non rinuncio: cura la mia ipocondria con il sano cinismo che mi contraddistingue.

Sabato sera giro in centro a Torino con i sei (tranne il nierto sceso a Barriera per ritrovare se stesso). In Piazza Castello gli sfigati di agosto, intorno a un deprimente artista di strada (lo era davvero ma ai ragazzi ho fatto scucire comunque gli euro per la visione dello spettacolo).
Una sfilza di giovani troppo ben vestiti per il solito giro in centro (eppergiunta ad agosto) passano accanto alla statua  egiziana: in mezzo a loro  sbuca fuori la coppia di sposi in Piazza per le foto. La sposa non è in bianco e questo scatena la curiosità delle ragazze che naturalmente sono a favore dell'abito candido.

Il gatto e la volpe si limitano a commenti personali: la volpe vuol sposare una del suo bosco perchè è scritto così. In realtà è scritto che puoi sposare una volpe che non mangia l'uva ma lui vuole una volpe del suo bosco, restringendo notevolmente il campo.

Il gatto invece mi dice che non devo assolutamente sposarmi. Il motivo è che quando ci si sposa i debiti restano tutti a lui...
Il gatto fa parte di una delle tanto sbandierate famiglie allargate che nella realtà fuori dalla Garbatella pare non funzionino un granchè. Ieri sera Tuttavita è arrivato con il primo treno che passava perchè anche nel nord est tedesco  l'allargamento famigliare per quanto ordinato crea della gran sofferenza.

La sposa non in bianco tra quanto tempo si separerà? Vogliamo dire tre anni? Giusto il tempo di fare un figlio e vederlo camminare poi viaaaa verso un'altra famiglia per essere tutti come i mitici Cesaroni: "insiemee si sta beneeee da soli non si cambia maiiiii" circondati da nonni, zii e amici attenti, accoglienti, affettosi, sorridenti in una casa grande come Villa Cristina.



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