lunedì, 29 giugno 2009,14:47
Sull'11 di ritorno da Livorno. Della città rossa  ho visto solo la periferia che somiglia tremendamente a quella sabauda.
Autobus strapieno, salgono tre uomini-ragazzi età indefinita ma passato da tossicodipendenti rimasto attaccato ai visi scarni e ai pochi denti. Li osservi pensando che da un momento all'altro sventoleranno come bandiere su chi è seduto, chiedendo invano 1 euro per un presunto biglietto. E invece no.

Cominciano a parlare della Tarsu, la tassa sulla spazzatura. Uno afferma che la zia che ha una seconda casa e ci va solo due giorni all'anno paga uno sproposito. E così di discorso in discorso si finisce a parlare della tassa di successione, di come a volte se eriditi poco, sono più le spese per le pratiche che non l'eredità in sè. E invece con i giochi delle tre carte chi ha la vera ricchezza risulta sempre un nullatenente che paga meno degli altri.

E così la lezione di economia democratica l'apprendiamo sull'autobus 11, quello della periferia dimenticata, pieno di mille volti, colori e lingue. Chissà perchè l'evidenza della disuguaglianza si parcheggia stancamente al capolinea.


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mercoledì, 03 giugno 2009,19:05
Sabato pomeriggio il cielo su Torino non promette nulla di buono.
Alla festa dell'Anpi a Venaria l'atmosfera è quella dell'attesa..pioverà, non pioverà, arriverà gente...c'è il bar, il ristorante, il banchetto di Emergency, del Comitato 18 giugno, Libera, Amnesty. Tutti organizzati, tranne noi che recuperiamo due tavoli e ci aggiustiamo.

Nel pomeriggio cantano vari gruppi, voci più o meno originali, in un momento in cui pare ci sia grandeee crisi anche nella discografia...Viene presentato un libro scritto tra le mura di Porta Palazzo, poi arriva la gente, gli amici deglia amici degli amici.

La festa si fa allegra, il tempo migliora. Fuori sventola il tricolore e forse un po' più spesso dovremmo pensare ai partigiani, a tutelare il loro ricordo e sacrificio, difendendo la Costituzione che ci hanno lasciato.

La scuola elementare che ho frequentato si chiama "Ferruccio Parri", abito in una via dedicata a un giovane partigiano. Bisognerebbe fare in modo che non rimangano solo nomi su una targa scolorita dal sole.

C'è stato un tempo in cui la bandiera del mio paese non aveva alcun significato per me. Non è che vada fiera di essere italiana, spesso o sempre mi vergogno dei miei connazionali che così sguaiatamente si fanno trovare in ogni angolo di mondo. E forse quella bandiera che sventolava sabato sera non voleva rivendicare un'appartenenza territoriale, ma una fratellanza che sta scomparendo insieme a diritti e doveri così duramente seminati.



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giovedì, 21 maggio 2009,22:03
Stavamo appollaiati in alto al Palaisozaki, un po' troppo direi...va bene che siamo i più poveri ma che..dobbiamo vomitare la cena o rimanere intrappolati come topi se scoppia un incendio??? Io poi stavo con la paura perenne che i venditori di bibite rotolassero giù dalle scale ripide, facendosi male e rischiando anche l'osso del collo.

Ma Guzzanti ne è valsa la pena...è proprio bravo, davvero. Fa ridere pensando, fa ridere con intelligenza, usando satira, ironia, creatività. Mai volgare, mai scadente, mai banale, mai ovvio.

Una volta un  bravo Clown Clandestino disse che è facile far ridere la gente: basta parlare di sesso.
E infatti Guzzanti è un'altra roba, è talento puro. Chapeau.

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mercoledì, 06 maggio 2009,19:23
Siamo partiti verso il confine tra Liguria e Toscana, autostrada libera solo l'inquietante Genova da attraversare. Mangiamo in un'osteria a Carrara "Gloria", si mangia bene e si spende il giusto per un fritto che sa tanto di mare. Lui, il mare, è nero di rabbia  e porta sulla riva le tristi conchiglie della nostra disumanità: plastica, immondizia e schifezze varie. Piccole meduse si arenano trasparenti e affascinanti.

Non c'è nessuno, arriveranno tutti domani, e ci godiamo una crepe di Paolo (per far capire il livello della fama..) Partito con due se non ricordo male, è arrivato a cinque piastre..tutta l'estate fino alle sei del mattino con migliaia di barattoli di Nutella svuotati in allegria. rimasta insieme alla gentilezza, immutata.

La mattina dopo la Liguria ci sorprende con Monte Marcello e Tellaro che non puoi comprarti casa, ma invidi a morte chi ne possiede una...sospesi sul mare trasportati in un tempo di pescatori e vita semplice.
Una signora con il cappello di paglia si affaccia da un balcone fiorito che si affaccia sul promontorio

Tornando indietro verso il marmo splendente, a  ricordarmi che è il Primo Maggio ci sono le bandiere rosse sulla strada: è il pranzo di compagni all'interno del Parco "Ugo Pisa" tavolata sotto la pineta e auguri ai lavoratori...

Il giorno dopo scopriamo che non ci sono quasi più treni da Livorno per Torino: tutti gli interregionali cancellati per lasciare spazio agli intercity plus (a che si riferisca il plus non si è capito), ma anche questi sono pochi e siamo costretti a perdere tutto il pomeriggio se vogliamo rientrare a un orario decente.. E poi ti dicono lascia l'auto..e poi ti dicono 20 morti nel ponte del 1 maggio..

Il treno però ha il suo bello: che ci sale il mondo. E nel nostro scompartimento (che nemmeno ti puoi più scegliere) incontriamo l'umanità che si muove.
Il savonese che è stato a lavorare in thailandia, ha sposato una signorina di quel paese e adesso si cruccia per le bugie della figliastra adolescente. Ex Fgci che barrica la fanciulla in casa per andare a sorvegliare.
La quindicenne mora con accento di Lucca che scopri originaria della Sicilia, che scopri essere bionda, che ti racconta di quanto ama Sergio e per questo ha preso il treno e l'ha raggiunto ad Asti. Che ti dice che i suoi si stanno separando e che suo pade è cattivo. Non posso saperlo ma il papone sicuramente se la gioca con il controllore che trovandola con il biglietto di un'altra fermata le chiede persino i documenti perchè siccome è carina tac! bisogna castigarla!!!
La coppia di siciliani che sorridono vedendola così felice e innamorata è di Catania, finiti a Torino per colpa di un fratello celibe.. tre figli di cui uno a Catania, uno a Spezia e l'altro a Torino. perle rare che parlano bene dei piemontesi e che su e giù dalla Penisola combattono anche contro un cancro.

E poi si arriva nella capitale sabauda.. tre ore e mezza immersi nella biografia degli altri che non vedremo forse mai più. Torniamo in periferia e c'è ancora il tempo per trovare l'adesivo del nuovo blog de La Destra appiccicato ai pali, con tanto di locandina nella bacheca del Centro di Incontro.
Il giorno dopo non c'erano più.
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Link | categoria:sulla strada
martedì, 05 maggio 2009,09:47
Sabato sera io lavoro, ovvio. Purtroppo perderò il live dei Farmer Sea che, por fin, presentano il loro new album "Low Fidelity in Relationship" allo Spazio 211 in Turin.

Non posso nemmeno portare la banda perchè suonano alle 23 e alle 24 suona la ritirata ma consiglio caldamente di andare e comprare l'album  perchè sono bravi davvero e anche originali in questi tempi amari di emo e marcocarta.
 E poi canta miocuggino e quindi io propagando di brutto!!!

Little Andy singer: in bocca al lupo.

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Link | categoria:stesso seme
lunedì, 04 maggio 2009,18:43

Successo della stagione passata, "L'onda" è un film che lascia il segno e anche un po' di inquietudine.

In tutto questo disagio che ci circonda basta anche meno di un leader carismatico perchè disciplina, ordine, conformismo diventino le nuove parole d'ordine. Molti cercano una divisa che dia identità (e non necessariamente deve essere militare), tanti nel gruppo si sentono più forti, un'infinità di ragazzi crescono senza imparare a ragionare con la propria testa perchè ormai la scuola è solo la ripetizione a pappagallo di poesie e date storiche.
L'onda dava tutto: unità, uguaglianza, appartenenza, identità. Poi fuori c'era tutto il resto del mondo da calpestare, escludere, eliminare perchè rappresenta il nemico che ci vuol portare via quanto conquistato a livello economico, culturale o sociale. Un giorno non entrano se non hanno la divisa e dopo poco creiamo degli spazi per rinchiuderli, in attesa di eliminarli.

Ricordo di aver fatto un gioco una volta con l'equipe dei miei colleghi. Bisognava trovare il nemico all'interno del gruppo. Il nemico era stato già designato, ma il gioco voleva dimostrare quanti pregiudizi o giudizi o paure vi sono dentro di noi. Il nemico per il gruppo di solito è l'ultimo arrivato ed è su di lui che l'equipe scarica il disagio che prova lavorando in situazioni difficili. La morale del gioco (che mi è rimasta) era che il nemico era la malattia con cui ci trovavamo tutti i giorni a lottare e non certo (ovviamente) un nostro collega.

Ecco oggi il nemico è il marcio di questa società ma fa più comodo pensare che sia l'immigrato (l'ennesimo ultimo arrivato) e così cercando un'appartenza che storicamente non è mai esistita, pensiamo con la testa della televisione, ci mettiamo una divisa e  aspettiamo il leader carismatico che ci dica di credere, obbedire e combattere per difendere il bottino conquistato.

Io la paura che possa tornare ce l'ho.


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domenica, 26 aprile 2009,19:10
Strano questo 25 aprile passato.

Passato nella piazza meno adatta ad un comizio dove l'Anpi fa la staffetta con i giovani emigranti di Rifondazione.
Passato a pensare che per alcuni il rancore è più forte dell'amore.
Passato in piazza Castello con l'accento romano di Cristicchi e la depressa melodia degli Afterhours.
Passato a firmare affinchè Rifondazione presenti i candidati in Provincia e fatto questo solo per solidarietà verso i miei ex compagni.
Passato ad addentare il solito kebab di via Po.
Passato a guardare vetrine troppo care della Torino bene. Pensato a quella scritta tirare le pietre e non la cinghia.
Passato accanto a coppie con bambini che ballano al suono degli Gnu Quartet.
Passato a vedere sulle lapidi dei partigiani i garofani freschi che oggi la pioggia tormenta senza sosta.
Passato ad ascoltare il sindaco che spiega perchè i negozi sono aperti.
Passato ad ascoltare lettere dei condannati a morte lette dai ragazzi dei licei torinesi.
Passato a scrutare migliaia di scarpe che mi sono passate vicino.
Passato a pensare che l'alcol è nemico del disagio. E io sono nemica del disagio egocentrico.
Passato a cantare Bella Ciao.

Passato questo 25 aprile pensando a te, compagno.
Ti vedo sempre camminare con Ernesto ciondolando in quella maniera strascinata. Ti sento parlare con l'accento mai cambiato dalla terra sabauda. Stai lì vicino al circolo, sigaretta in bocca e poche parole. Ma per i giovani sempre presente.

Ciao Raffae'.



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Link | categoria:sempre resistenza
venerdì, 17 aprile 2009,13:53
Smontando dalla notte si possono fare molte cose: andare a dormire, andare a fare sport che a quell'ora non si trova nessuno, andare al mercato e altre varie ed eventuali. Io, dopo la colazione al mitico bar all'angolo di via Madama in compagnia del  gatto e ciuffo appiattato, sono andata alla Bibiloteca Nazionale.

Lasciata l'auto nel parcheggio sotterraneo di Piazza Vittorio, ho percorso via Po a piedi. Negozi chiusi, commesse che piliscono le vetrine, studenti svogliati che vanno a Palazzo Nuovo, una mendicante sorridente sulle scale della chiesa.

 La Bibioteca Nazionale si trova in una delle piazze più belle della capitale sabauda, zona pedonale, con i baretti dei fighetti che si affacciano con i dehor eleganti e anche fashion. Una volta (quando ero ggiovane) ci passava il tram 18 che sentivi passare sferragliando mentre studiavi

La Biblioteca Nazionale ..Entri ed è l'oblio.
Innanzitutto devi lasciare borse e zaini negli armadietti. Fortunamente sono dotati di chiave perchè io di solito quando serve non ho mai neanche un euro.
Siccome sto per introdurre un percorso a ostacoli schematizzo:
-Registrazione. persone impiegate: due/tre. Registrano non so bene cosa ma non puoi entrare se non passi da qui
-Distribuzione. persone impiegate: da due a sei/sette. Stazionano dietro il bancone e non si capisce bene nè cosa facciano nè quanti siano perchè il numero varia a seconda delle volte. Tu compili la richiesta con ben due volte i dati (collocazione, dati personali ecc..). Poi la consegni e aspetti. Ho capito che il tempo di attesa varia a seconda di chi è l'impiegato e di quale sia l'argomento di discussione. Dopo un tempo ragionevole a volte e irragionevole (come stamattina) ti chiamano con il tuo numero di tessera. Stamattina mentre aspettavo i due impiegati litigavano per qualche motivo di lavoro...totalmente disinteressati al pubblico che aspettava e ascoltava sono andati avanti per venti minuti discutendo bellamente dei fatti loro.
-Prestito. persone impiegate: due/una. Con il libro che ti hanno dato alla distribuzione, ti rechi al bancone prestiti. Ti stampano la tua ricevuta che firmi e poi ti rispediscono al bancone distribuzione.
Nell'attesa dietro di te tre o quattro persone fanno qualcosa di non comprensibile. Stamattina una signora spiegava ad una nuova arrivata come inserire i libri che arrivano da altre biblioteche;  come gli emanuensi compilano un enorme librone con i dati.
-Distribuzione. Con la ricevuta che ti hanno dato torni qui e ti timbrano una bella P di prestito sopra. Cosi puoi uscire. Prima pero devi tornare alla
-registrazone, ridare la tessera e segnalare che stai uscendo.

La Biblioteca Nazionale mi affascina. Ho preparato la mia tesi di laurea sui tavoloni in legno della sala consultazione. La adoro. Ma questa burocrazia ogni volta mi fa arrovellare le budella. Poi mentalmente conto tutti gli impiegati (in questa mattinata mancano quelli del primo piano, della sala consultazione, i sorveglianti e quelli di sotto ecc...) e  capisco perchè tanti passaggi inutili e perchè nell'era di internet ancora tanto uso della carta.


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mercoledì, 25 marzo 2009,19:30
Ska P valgono la pena. Cantano e suonano una musica energica, ribelle che parla alla pancia e al cuore.

Le canzoni sono tutte politicizzate, raccontano delle nefandezze che ci circondano, che si possono affrontare a viso aperto, chiamando le cose con il loro nome, denunciando fatti vergognosi e l'omertà nascosta sotto i tappeti sporchi dei potenti..

E così si passa dalla canzone contro gli interessi dei partiti, a quelle per Carlo Giuliani e il ragazzo greco ucciso dalla polizia..la vergogna della corrida spagnola, le omertà del vaticano, la nuova forza dell'america latina, i bambini soldato, l'intifada palestinese, la cultura della fratellanza tra popoli diversi, i diritti umani e la pena di morte, l'antifascismo e l'orgoglio operaio.

Purtroppo bisogna andare ai concerti per ascoltare queste parole che ormai sono cadute in disuso..
A parte questa magrissima consolazione e quel tanto di sfiducia nella politica di casa nostra ..
...Ska P de puta madre!!

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lunedì, 09 marzo 2009,22:20
Bobby Sands
UN GIORNO DELLA MIA VITA
L'inferno del carcere e la tragedia dell'Irlanda in lotta


...Chi fra quelle che venivano definite persone "piene di umanità" e che avevano mantenuto il silenzio sui blocchi H, chi tra di loro sarebbe stato in grado di dare un nome a questo tipo di umiliazioni, che avevano costretto centinaia di uomini, a causa delle terribili torture loro inflitte, a dare inizio alla dirty protest per denuncaire gli atti disumani che in continuazione piovevano su di loro?

Un corpo non lavato, nudo e distrutto dai dolori muscolari, accovacciato in un antro malsano, costreto a defecare sul pavimento, dove gli escrementi non sarebbero stati rimossi e il cui odore si sarebbe mescolato al già insopportabile puzzo di urina e di cibo in decomposizione...

Le percosse, l'acqua gelida degli idranti, la fame, le privazioni..

Faceva molto freddo...avevo molta fame...L'unica cosa che mi importava era continuare a resistere. "Non c'è nulla nel loro intero arsenale militare che riesca ad annientare la resistenza di un prigioniero politico repubblicano che non vuole cedere" pensai, ed era proprio vero. "Non possono e non potranno mai uccidere il nostro spirito."

Nella mia mente tormentata c'è al primo posto il pensiero che l'Irlanda non conoscerà mai pace fino a quando la presenza straniera e oppressiva della gran bretagna non sarà schiacciata, permettendo a tutto il popolo irlandese di controllare, unito, i propri affari e di determianare il proprio destino come un popolo sovrano , libero nella mente e nel corpo, definito e distinto fisicamente, culturalmente ed economicamente.



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